Ministro Fornero, le coppie gay non sono di serie B: parla Luca Dini
Raoul Bova cover man e testimonial dell’ultimo numero di Vanity Fair, che pone al centro dell’attenzione l’iniziativa della grande sottoscrizione di firme per tutelare le unioni omosessuali. Il titolo in copertina è forte:
Ministro Fornero, le coppie gay non sono di serie B
E merita tutta l’attenzione del caso. Luca Dini, direttore responsabile di Vanity Fair Italia, è intervenuto stamattina a Sky TG24 per spiegare i motivi di questa iniziativa:
L’incertezza incide sui consumi e sui costumi degli italiani. Le certezze vacillano, e ci si rifugia nella discussione dei valori e dell’etica. E’ per questo motivo che sul nuovo numero di Vanity Fair abbiamo posto l’attenzione su un concetto importante.
Le parole di qualche giorno fa di Angelino Alfano e di Rosy Bindi ci hanno fatto pensare che c’è una politica che continua ad usare in modo strumentale, e per fini elettorali, lo spauracchio delle coppie gay. Come se questo fosse un problema che minaccia il Paese e la struttura della società.
Noi siamo convinti, e i sondaggi lo dimostrano, che sia un falso problema. In questo la società civile è molto più avanti della politica. Come afferma Don Luigi Ciotti, ‘un diritto da cui qualcuno è escluso non è un diritto’.
Troviamo inaccettabile che oggi, insieme alla Grecia, siamo l’unico Paese dell’Unione Europea che non ha nessun tipo di opzione per le unioni gay, nessun tipo di regolamentazione e di tutela dei diritti



